Rembrandt e Barocci. Incidere la luce

Rembrandt e Barocci. Incidere la luce-Museo-civico-Bari

19 marzo–3 maggio 2026

MuseoCivico di Bari

Due grandi maestri dell’incisione, vissuti a distanza di oltre settant’anni e in contesti geografici profondamente diversi, si incontrano simbolicamente a Bari nella mostra “Rembrandt e Barocci. Incidere la luce”, ospitata dal Museo Civico di Bari dal 19 marzo al 3 maggio 2026. L’esposizione mette in dialogo le opere grafiche di Rembrandt van Rijn e Federico Barocci, offrendo al pubblico un’occasione unica per confrontare due straordinarie visioni artistiche unite dalla capacità di trasformare la luce in segno incisorio.

L’approdo della mostra al Museo Civico di Bari assume un significato particolarmente rilevante: l’inaugurazione dell’esposizione, giovedì 19 marzo ore 17:30, sarà l’occasione per sancire ufficialmente il gemellaggio tra il Comune di Bari e il Comune di Gradara, dando avvio a una nuova relazione istituzionale fondata sulla collaborazione culturale tra i due territori. Attraverso questo accordo le due amministrazioni intendono promuovere progetti condivisi di valorizzazione del patrimonio artistico, iniziative culturali congiunte e scambi tra istituzioni museali, rafforzando il dialogo tra comunità e contribuendo alla costruzione di una rete culturale capace di valorizzare le rispettive identità storiche e artistiche.

Il progetto espositivo è curato da Luca Baroni, storico dell’arte e direttore della Rete Museale Marche Nord, nonché uno dei principali studiosi dell’opera di Federico Barocci. L’iniziativa è promossa dai Comuni di Bari e Gradara, con il sostegno del Consorzio Idria s.c.r.l., e resa possibile grazie alla disponibilità della famiglia Battaglini, proprietaria della preziosa collezione da cui provengono le opere esposte.

La mostra si configura così non solo come un’importante occasione di approfondimento artistico, ma anche come un progetto di cooperazione culturale tra territori, capace di creare nuove connessioni tra istituzioni, collezioni e comunità attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Un confronto inedito tra due grandi maestri dell’incisione Rembrandt e Barocci. Incidere la luce propone un confronto serrato tra l’opera grafica di Rembrandt van Rijn (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669) e quella di Federico Barocci (Urbino, 1535 – 1612). In mostra oltre quaranta incisioni originali, tra cui le rarissime acqueforti autografe di Barocci, considerate oggi tra i primissimi esempi di stampa moderna italiana, e una ricca selezione di acqueforti di Rembrandt provenienti dalla collezione Battaglini, mai esposte finora in modo sistematico.

Cuore della mostra è una suggestiva ipotesi critica: Rembrandt avrebbe conosciuto una delle stampe di Barocci, la Madonna col Bambino sulle nuvole, ispirandosi ad essa per un proprio foglio inciso nel 1641. Il legame tra i due artisti si costruisce quindi attraverso la stampa: linguaggio comune, ponte tra l’Italia e i Paesi Bassi, tra Controriforma e Golden Age.

Il percorso è articolato in sei sezioni tematiche, tra visioni spirituali, figure popolari, autoritratti e interni domestici, in un dialogo serrato di luci, segni e atmosfere.

 

Le opere

La mostra Rembrandt e Barocci. Incidere la luce riunisce oltre quaranta opere incisorie originali, offrendo al pubblico un’occasione rara per confrontarsi con due dei più straordinari interpreti della grafica europea tra Cinquecento e Seicento. Il percorso espositivo include la suite completa delle acqueforti autografe di Federico Barocci – quattro fogli di altissima qualità esecutiva e profondo significato spirituale – tra cui le Stimmate di san Francesco, il Perdono di Assisi, la Madonna col Bambino sulle nuvole, l’Annunciazione e la Fuga in Egitto. In queste stampe, Barocci sperimenta in prima persona i limiti e le potenzialità dell’acquaforte, dando vita a un segno vibrante, atmosferico, carico di grazia e tensione emotiva, già pienamente moderno.

Accanto a esse, trentotto fogli di Rembrandt van Rijn, selezionati dalla collezione Battaglini, restituiscono la varietà tecnica e narrativa dell’opera incisa dell’artista olandese. Tra i capolavori presenti, spiccano i due Autoritratti: quello con cappello (1638), rapido e sicuro nel tratto, e quello con la moglie Saskia (1636), intimo e ironico, esempio di straordinaria libertà compositiva. L’Erudito nello studio, noto anche come Doctor Faustus, è una delle immagini più enigmatiche della grafica seicentesca, celebrazione della ricerca intellettuale e della tensione verso l’invisibile. Commuove per intensità la Deposizione dalla croce, traduzione in chiave nordica del pathos controriformato, mentre la Donna che si bagna i piedi nel ruscello mostra l’interesse dell’artista per la bellezza del quotidiano, in una scena di intimità colta con naturalezza e grazia.

Completano il percorso opere dedicate al mondo popolare – come La frittellaia o il Maestro di scuola, veri appunti visivi rubati alla strada – e fogli di intensa spiritualità, come il San Girolamo nella stanza buia, costruito tutto sulla forza espressiva della luce e dell’ombra. L’intera selezione dimostra come l’incisione, nella mano di questi due maestri, non sia mai un’attività secondaria, ma un campo di sperimentazione autonoma, dove l’immagine nasce direttamente dal pensiero dell’artista, senza mediazioni.

 

Dichiarazioni

“Accogliamo con grande soddisfazione la firma di questo gemellaggio con il Comune di Gradara, che rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di dialogo tra territori diversi ma accomunati da una forte identità storica e da una visione condivisa del ruolo della cultura.

Bari è una città che negli ultimi anni ha scelto di investire con decisione nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale, riconoscendo nei musei e nei luoghi della cultura non solo spazi di conservazione ma veri e propri presìdi di partecipazione, inclusione e sviluppo. In questo percorso il Museo Civico assume un ruolo centrale come Museo della Città, capace di raccontare la storia di Bari e al tempo stesso di aprirsi al confronto con altre realtà nazionali.

La mostra dedicata a Rembrandt e Barocci è un evento di grande valore culturale e simbolico: non solo per la qualità delle opere esposte, ma perché testimonia concretamente come la collaborazione tra istituzioni possa generare progetti di qualità, capaci di mettere in relazione patrimoni, competenze e comunità.” — Vito Leccese, Sindaco di Bari

“Desidero innanzitutto ringraziare il Comune di Bari per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti di una realtà come Gradara. Siamo un piccolo comune, ricco di storia e di cultura, ma naturalmente non paragonabile per dimensioni e patrimonio a una grande città metropolitana come Bari. Proprio per questo il dialogo che nasce oggi tra le nostre comunità assume un valore ancora più significativo.

Questa occasione conferma quanto sia importante investire nella cultura in modo serio e strutturato. Negli ultimi anni Gradara ha avviato un percorso di valorizzazione del proprio patrimonio culturale, a partire dal Museo Civico, il MARV, scegliendo di dotarsi di una direzione scientifica qualificata e di collaborare con professionisti capaci di accompagnare la crescita delle nostre istituzioni culturali.

I risultati dimostrano che investire nella cultura produce opportunità concrete: favorisce lo scambio tra città e istituzioni, crea occasioni di lavoro per i giovani e contribuisce allo sviluppo di un turismo di qualità, attento ai luoghi e alle comunità.

Questa mostra rappresenta dunque anche il frutto di un investimento culturale iniziato alcuni anni fa e portato avanti con pazienza e determinazione. L’Italia possiede un patrimonio artistico straordinario e diffuso, che vive anche nei piccoli centri, e che può generare nuove relazioni e nuove prospettive di collaborazione, come quella che oggi prende forma tra Gradara e Bari.

Desidero infine ringraziare la Regione Marche per il sostegno che ha reso possibile rafforzare questo percorso e per averci consentito di avvalerci di una direzione museale competente e appassionata, come quella di Luca Baroni.” — Filippo Gasperi, Sindaco di Gradara

 

La mostra sarà visitabile secondo gli orari del museo, dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 18:30, sabato, domenica e festivi dalle 9:30 alle 13:30, e secondo le modalità di accesso al museobiglietto di ingresso intero: 5 euro, ridotto: 3 euro. La prenotazione è necessaria solo per i gruppi superiori a 10 visitatori.